Non l'ho mai conosciuta veramente.
Sono arrivata a conoscerla attraverso gli uomini che sono transitati per il mio letto.
e attraverso la sua famiglia...che è anche la mia famiglia.
e attraverso la bieca menzogna...ovviamente.
Sin dagli albori di quella lontanissima infanzia ho sempre avuto la presunzione di percepire le fragilità dell'animo umano...di insinuarmi viscidamente ma anche sapientamente nelle vite altrui.
La presunzione appunto...una pesunzione..forse destituita da ogni fondamento.
Alcuni in particolare sono facili prede per il mio sorriso di zucchero amaro...per i miei occhi di turchese e smeraldo...per la mia femminilità lascivamente esibita.
Altri, invece, conducono una vita ai margini della quale io aspetto, silente, prima di balzare in prima vista e di impormi ammaliando come una musa...o forse dovrei dire come MEDEA....vittima e carnefice.
Io sono Medea, appunto,...o meglio MEDEABORGHESE...perchè non c'è nulla di più "borghese" che essere succubi della proprie basse e ferventi passioni mentre si cerca, puerilemente, di calcare il palcoscenico...di vivere...quando magari si è morti da un pezzo.
Ma sono anche Serena...prigioniera della mia VITA DI PLASTICA.
Spettatrice e vittima inerte di scelte sbagliate...di storie fugaci...di maschi insensibili e vuoti.
Vittima soprattutto di Medeaborghese...
invischiata nella rapsodica tempesta degli eventi...
sola nella insopportabile folla che mi circonda...
sorridente nel lucubre habitat che è la mia mia miseramente opulenta esistenza.
"HO AVUTO UN ABORTO E QUELL'ABORTO SONO IO..."
sabato 17 maggio 2008
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